IL PATTO IN

 

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PUNTI

 

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Viviamo secondo un paradigma economico che consuma energie e risorse, produce impatti sia positivi che negativi sulle persone, e impatti prevalentemente negativi sul pianeta e sugli ecosistemi. La pandemia globale COVID19 ha reso evidente l’interdipendenza tra il tessuto economico globale e la fragilità di ogni essere umano di fronte a fenomeni ambientali, sociali ed economici generati da situazioni emergenziali impreviste.

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In questa delicata e complessa fase di ripartenza dell’Italia le imprese hanno in ruolo chiave nel riparare gli impatti negativi della crisi e nel creare un futuro basato su un nuovo paradigma culturale ed economico, contribuendo a riscrivere nuove prassi, modelli e regole di riferimento.

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A tale compito siamo chiamati a partecipare in prima persona come imprenditori. Le nostre imprese sono animate da individui con propri valori, cultura e motivazioni e su questi si fondano l’identità, il patrimonio culturale, l’esperienza, la reputazione personale, aziendale e territoriale, e i propri legami.

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Dall’identità nascono le imprese, e dai legami nascono le relazioni. Saranno la forma e qualità delle relazioni dell’impresa che, oggi più che mai, determineranno il successo imprenditoriale. Gli indicatori del nostro successo saranno sempre di più la qualità delle relazioni che siamo riusciti a costruire con i nostri dipendenti, fornitori, finanziatori, con il territorio, con le comunità locali, con le istituzioni, il Parlamento e i diversi livelli di Governo, con imprese nazionali e internazionali e, infine, con altre tipologie di stakeholder. Il nostro capitale relazionale contribuirà alla strutturazione e alla crescita di un fondamentale valore sociale che si svilupperà non solo nello spazio ma anche e soprattutto nel tempo.

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La riscrittura di nuovi modelli di riferimento richiede un radicale ripensamento dell’economia di mercato fondata sul primato degli azionisti, per ridefinirla come economia fondata sulla esplicita considerazione degli stakeholder. Un’economia in cui le aziende sono aperte al dialogo e gli imprenditori condividono le loro strategie con i portatori di interesse e con le altre imprese delle filiere produttive di riferimento, e sono quindi proiettate verso la creazione di valore condiviso e durevole.

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Il raggiungimento del profitto, infatti, non dovrebbe essere disgiunto dal contributo alla creazione di valore sociale. Diventa indispensabile, quindi, affiancare alla misurazione dei risultati economici e del profitto la misurazione del valore sociale e degli impatti, positivi e negativi, sulle persone e sugli ecosistemi.

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L’economia e l’imprenditorialità italiane si fondano su una tradizione storico-culturale capace di generare regole condivise per il mercato. Tale capacità si basa su rapporti di fiducia comunitari, sviluppati e consolidati storicamente che hanno contribuito allo sviluppo, al mutuo supporto e al bene comune. In questi mesi abbiamo osservato la forza straordinaria di tante imprese Italiane che dimostrano la loro resilienza e hanno fatto finora ‘quello che andava fatto’ per le proprie persone e le comunità di cui sono parte. L’opportunità ora è quella di creare, partendo dalle competenze e dalle relazioni delle imprese, nuove regole per il mercato, così come dalle relazioni sociali ripetute si sono generate le prassi istituzionali.

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Per noi imprenditori è soprattutto necessario impegnarsi in una nuova interlocuzione politica, con il Parlamento, il Governo e le Istituzioni dello Stato, che superi la vecchia logica di appartenenza settoriale. Il rapporto con le Istituzioni in questa delicata fase di transizione dovrà essere del tutto nuovo. In questa visione, l’imprenditore diviene promotore di cambiamento, mentre lo Stato agisce come insostituibile equilibratore delle diseguaglianze e di altre distorsioni economiche, riconoscendo e sostenendo lo sforzo e l’iniziativa di un settore privato che ha maturato la consapevolezza della necessità di assumere un ruolo proattivo nel fare evolvere il modello di sviluppo in chiave sostenibile e inclusiva.

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Il nostro scopo è quello di lavorare con passione, razionalità e coraggio per costruire una nuova era in cui la felicità, il benessere umano, la sostenibilità e la pace siano i principali motori economici e politici in Italia e su scala mondiale: a) riconoscendo il valore delle relazioni interne ed esterne dell’impresa – l’interdipendenza – sia a livello locale e nazionale che globale; b) compiendo in maniera consapevole un «investimento relazionale» in azioni di sistema, in nuove forma di rappresentanza e in pratiche di sussidiarietà; c) promuovendo e valutando l’impatto multidimensionale delle attività d’impresa basato su standard solidi e riconosciuti, per conoscere e migliorare il valore generato per la società e le comunità nelle quali operano.

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Assieme vogliamo sostenere azioni di promozione, formazione, comunicazione, engagement, supporto alle aziende, misurazione dell’impatto sociale e spazi d’interlocuzione politica con il Parlamento e il Governo per ispirare adempimenti normativi a favore delle imprese impegnate nella promozione di un nuovo modello economico e sociale.

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